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 Negli ultimi anni si sta diffondendo sempre di più una pratica proveniente dagli Usa denominata con il termine “Swap”, letteralmente “scambio” che consiste nello scambiare abiti usati ma ancora in buono stato e quindi ri-utilizzabili.

In Italia si è diffuso in modo particolare il “baratto” relativo ad indumenti ed accessori per bambini e per la prima infanzia, tanto che si parla di “Baby Swap”.

L’obiettivo è quello di scambiare principalmente abiti che non occorrono più perché ormai troppo piccoli o non utilizzati con altri adatti all’età del proprio/a bambino/a.

Si tratta di formalizzare ed aprire anche a “estranei” o comunque a persone con cui non si condivide un rapporto di parentela o di amicizia una pratica diffusa, sicuramente nella nostra cultura, di passaggio di vestiti di fratello in fratello e/o di cugino in cugino etc. prevedendo però in questo caso qualcosa in cambio. Lo scambio avviene in contesti e momenti definiti e ben organizzati: si parla, infatti, di giornate o addirittura party all’insegna del baby swap.

RIUSO, RISPARMIO, PARTECIPAZIONE

L’organizzazione di giornate di baby swap all’interno di servizi per l’infanzia rappresenta una buona ed innovativa opportunità di apertura e condivisione tra le famiglie oltre che un servizio utile e pratico.

Scambiare vestitini usati rappresenta sicuramente una pratica che sposa e favorisce uno stile di vita sostenibile grazie al sistema del riuso e di risparmio per le famiglie.

Spesso le famiglie con bimbi piccoli si trovano ad avere molti vestitini di fatto non più utilizzabili, di cui molti praticamente nuovi, visto il breve periodo di utilizzo effettivo e rappresenta un importante valore sociale rimetterli “in circolo” utilizzando proprio il nido come spazio di scambio.

Dalle esperienze già avviate è emerso in modo molto chiaro come tali occasioni di incontro portino a molto più di uno scambio di indumenti ed accessori ed attivino processi di conoscenza, confronto di idee e vissuti personali e la formazione di nuove reti informali.

Lo scambio di indumenti avviene principalmente tra i genitori di bimbi di età diverse e questo consente, inoltre, all’interno dei servizi educativi, una conoscenza trasversale tra gruppi “classe”.

Nell’organizzazione di incontri di baby swap vengono poste generalmente delle piccole regole per favorire lo scambio e la partecipazione: i vestiti devono essere puliti, in buono stato, suddivisi e sistemati per età e stagione.

Si possono aggiungere ulteriori indicazioni o prevedere una sorta di “classifica” attribuendo un punteggio più o meno alto ad un determinato articolo a seconda della qualità e del livello di usura dello stesso e scambiare indumenti oppure oggetti di pari livello.

Le modalità ed i contesti in cui proporre il baby swap possono essere vari, l’importante è che sia pensato ed organizzato tenendo conto di 3 parole chiave: riuso, risparmio, partecipazione.

Paola Bousquet

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