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Lunedi - Sabato

09:00 - 18:00

Salita S.Nicola da Tolentino, 25

00187 Roma
 

“Lasciate tranquilli quelli che nascono.
Lasciate spazio perché possano vivere.
Non preparate già tutto pensato.
Non leggete a tutti gli stessi libri.
Lasciate che siano loro a scoprire l’alba,
a dare un nome ai loro baci”
(P. Neruda)

 

 

Oggigiorno, con la mutazione di strutture sociali fondamentali come la famiglia, si rischia di perdere il valore sostanziale delle relazioni sociali e affettive tra generazioni, a volte non solo cronologicamente lontane tra loro. Fino a qualche decennio fa, il ciclo della vita cominciava e si concludeva in famiglie allargate dove convivevano nella stessa abitazione nonni, genitori e figli. In tali circostanze le esperienze venivano condivise e gli insegnamenti tramandati da una generazione all’altra. Oggi, invece, questo prezioso corollario di possibilità affettive e sociali di cui ogni adulto o bambino potrebbe godere è messo a dura prova.

 

Sulla scia di queste riflessioni e grazie al riscontro fortemente positivo avuto da bambini e nonni durante gli spazi insieme svolti al nido, abbiamo deciso in questo anno educativo di focalizzare la nostra attenzione proprio sul legame intergenerazionale anziani-bambini e di ricreare settimanalmente occasioni di incontro e scambio tra queste due generazioni.
Numerosi studi individuano nella relazione anziani-bambini un fattore “protettivo” per il benessere psichico di entrambi. Bambini e anziani hanno indubbiamente qualcosa in comune, qualcosa che permette loro di “riconoscersi”, di interagire e di stare bene insieme. La vulnerabilità innanzitutto, e poi talora quel desiderio e quella curiosità, definita “infantile” appunto, verso tutto e tutti, anche verso ciò che ancora non esiste o non è mai esistito, e forse mai esisterà.

Alla base del progetto intergenerazionale vi è, pertanto, l’idea che gli anziani e i bambini siano ricchezza gli uni per gli altri: l’incontro permette ai bambini di allacciare relazioni significative con altri adulti al di fuori della loro famiglia; il contatto con i bambini fa “rivivere” e può restituire all’anziano una dimensione progettuale sul domani che lo renda protagonista in prima persona della propria vita.
I bambini, con il loro carico di energia e di vita davanti, chiedono alle persone più grandi affetto e attenzione, chiedono tempo, chiedono di stringere un legame con il passato, di conoscere quello che viene prima dell’adesso e da dove provengono. Hanno bisogno di sperimentare forme di socialità altre, di sentirsi parte di una comunità che non è fatta solo di bambini ma anche di persone con età differenti.
L’esperienza che i piccoli possono ricevere nell’incontro con le persone anziane è un fondamento di crescita. L’anziano offre al bambino tempi e spazi completamente diversi da quelli dei genitori e, a differenza dei genitori protesi al futuro, la persona anziana si presenta come una persona concentrata nel presente del bambino, rallentando i ritmi e offrendo ai piccoli anche uno spazio magico e fantastico dove essere se stesso.
Grazie a questo incontro, contatto e scambio, si offre ai piccoli la possibilità di scoprire la vecchiaia per mezzo di una conoscenza attiva, un’esperienza quotidiana, vera, reale che consenta di essere un domani adulti senza pregiudizi e discriminazioni.
Il progetto realizzato in questo anno si è basato, pertanto, sull’idea di creare proprio questi momenti di incontro anziani-bambini in cui già solo la libera condivisione del momento ha rappresentato un’occasione di scambio importante.

 

 

                 

 

 

Grazie alle adesioni di nonni e conoscenti over 60, abbiamo organizzato degli incontri settimanali in cui i nostri ospiti hanno potuto trascorrere un’ora della loro mattina con i bambini al nido, proponendo un’attività in base alle loro preferenze e caratteristiche: nonno Mauro, ad esempio, si è cimentato nella realizzazione di aeroplanini e barchette di carta; nonna Elisa si è dedicata alla ginnastica; nonna Rita, nonna Giuliana e nonna Gabriella si sono sperimentate in lavori di pittura, decoupage e nella preparazione di biscotti e pizzette; zia Silvia, invece, ha aiutato i bambini a piantare bulbi in vasetti personalizzati.
I bambini hanno partecipato con attenzione, entusiasmo e dedizione ad ogni idea proposta dai nonni, mentre a volte sono stati loro stessi ad avanzare delle richieste agli anziani, da loro caldamente accolte.
Ogni occasione è stata, ad ogni modo, il terreno fertile sul quale le età e le generazioni si sono mescolate e fuse con purezza e affetto, permettendo a nonni e bambini di prendersi per mano e di percorrere un pezzetto della loro strada di crescita insieme.

Simona Andreozzi

 

 

 

 

Sitografia
https://www.assemblea.emr.it/cittadinanza/newsletter/percorsi-news/2013/materiale-newsletter-n-1/201canziani-e-bambini-insieme201d-al-centro-intergenerazionale-di-piacenza

Together Old & Young: Bambini e anziani insieme per costruire comunità solidali


https://www.repubblica.it/cronaca/2017/02/19/news/se_un_vecchio_e_un_bambino_si_prendono_per_mano_ecco_l_asilo_dai_3_ai_90_anni-158655600/
http://www.confcooperativemiliaromagna.it/IT/News/Notizie_Territoriali/A_PIACENZA_ANZIANI_E_BAMBINI_INSIEME_ABI
https://ec.europa.eu/epale/sites/epale/files/miglioreprogetto_2017.pdf

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