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Lunedi - Sabato

09:00 - 18:00

Salita S.Nicola da Tolentino, 25

00187 Roma
 

I bambini di oggi sono poco abituati al contatto diretto con sabbia e terra, cresciuti con giochi predefiniti e preconfezionati che poco spazio lasciano all’immaginazione e allo sviluppo armonioso di un pensiero creativo e divergente, orientato alla scoperta e al sapere costruttivo. Colpa o conseguenza di una società moderna dove il tempo è denaro e la semplicità è sottovalutata.

È per questo che è stato realizzato all’interno dell’asilo aziendale Telecom Mio Nido una stanza di gioco in cui i bambini potessero riscoprire la semplicità, una dimensione temporale rallentata adeguata ai loro ritmi. Un luogo dove beneficiare di materiale destrutturato, di riciclo e povero come la sabbia ma ricco di valenze educative e allo stesso tempo semplice, vettore di un sapere pedagogico universale che agisce in potenza per sottrazione.

La stanza della sabbia realizzata al Mio Nido si ispira allo strandgut (cose portate dal mare) di Ute Strub, che la fitoterapista e formatrice pikleriana ha creato a Berlino. Al suo interno ritroviamo la stessa atmosfera, i valori e le regole presenti nell’atelier berlinese:

  • Rispetto per le cose presenti nella stanza e per il gioco degli altri bambini.
  • Divieto di far uscire la sabbia dalla stanza.

Poche regole chiare, precise che, lasciano al bambino una molteplice libertà d’azione.

L’offerta educativa di Strandgut promuove significative esperienza di crescita, attraverso condizioni ambientali e opportunità di gioco che agiscono valorizzando l’acquisizione di competenze, in atto e potenziali, dei bambini.

 

 

Atelier della sabbia: materiali e obiettivi

Lo spazio e i materiali selezionati hanno l’obiettivo di creare le condizioni affinché lo sviluppo motorio, emozionale, e cognitivo procedano insieme secondo natura, facendo fare ai bambini le esperienze che procurano loro piacere e soddisfazione. Gli oggetti utilizzati hanno un valore evocativo e un accattivante fascino agli occhi del fruitore: conchiglie, rametti, palline d’alghe, e diversi utensili da cucina di rame e legno, passini, macinini, mortai, vasetti, tocchetti di legno, imbuti, di varie dimensioni. Ogni oggetto presente nell’ atelier è prezioso, selezionato con cura per le sue fattezze insolite e seducenti, capaci di risvegliare nel bambino interesse e curiosità. La sabbia è raccolta in ceste di vimini rivestite da un lenzuolo bianco, disposte in vari punti della stanza per agevolare la fruibilità di gioco dei bambini.

Obiettivo generale della proposta è il benessere dei bambini, il piacere di giocare, trasportare la sabbia da un cesto all’altro, travasarla, e far finta di … L’Obiettivo specifico della proposta è:

  • Lo sviluppo della motricità fine
  • Il miglioramento della motricità grosso-motoria

Questa proposta è in linea con il pensiero di Emmi Pikler e con l’idea di sviluppo olistico della persona. La conoscenza dei bambini, come anche Maria Montessori affermava, passa attraverso il fare: lo strumento di conoscenza proprio del bambino è la mano, la libertà di movimento agevola uno sviluppo armonioso di mente e corpo, nonché l’apprendimento del sapere.

La pedagogia Olistica

La pedagogia Olistica nasce dalle avanguardie pedagogiche e scientifiche. Le neuroscienze hanno spiegato e sottolineano l’importanza di un approccio educativo multidisciplinare, globale e olistico, in cui i vari sistemi dello sviluppo umano – fisico, sociale, emotivo e cognitivo – possano operare in connessione tra loro, in quanto lo sviluppo che avviene in ognuno di questi sistemi influenza ed è influenzato da ciò che avviene negli altri.

Gli approcci educativi e i metodi di apprendimento che fanno riferimento alla Pedagogia Olistico-Scientifica si ispirano a una visione completa dell’essere umano, in cui psiche, emozioni, funzioni cognitive e corpo sono interconnesse. Le neuroscienze hanno dimostrato queste connessioni e in particolar modo hanno messo in evidenza come lo sviluppo del linguaggio e tutte le molteplici funzionalità vengono attivate per raggiungere un adeguato sviluppo psico-fisico e mentale, che deve essere necessariamente integrato agli aspetti emotivi, affettivi e cognitivi oltre che intuitivi, consci ed inconsci.

Il valore trasversale di un materiale plasmabile come la sabbia si traduce in concrete e diverse esperienze di gioco che il bambino può vivere, andando a stimolare tutti i suddetti sistemi: i bambini inventano creano producono, travasano e raccontano quando sono in questa stanza, osservano gli altri, ma soprattutto si emozionano. L’Apprendimento è strettamente connesso alle emozioni. Il Bambino è naturalmente predisposto ad apprendere e ad incuriosirsi per il nuovo.

Il gioco con la sabbia fornisce ai bambini un contesto di apprendimento non convenzionale, un luogo dove concentrarsi e imparare attraverso il libero movimento e l’osservazione dell’altro. Più si muovono più imparano e maggiore è l’armonia della loro crescita.

Un altro contributo importante che le neuroscienze hanno apportato all’approccio olistico e alla pedagogia attiva (che vede il bambino protagonista del proprio apprendimento) è la scoperta dei neuroni specchio: neuroni specifici che si attivano quando un individuo compie un’azione e quando l’individuo osserva la stessa azione compiuta da un altro soggetto. Siamo tutti programmati per essere interattivi, proiettati verso una dimensione sociale che ci consente attraverso i processi di imitazione d’imparare. Queste cellule neuronali sono nell’uomo dislocate in specifiche aree del cervello, quali la corteccia prefrontale, le aree parietali inferiori che sono associate al movimento e alla percezione (nonché centro linguaggio), il luogo parietale posteriore, il solco temporale superiore e nell’insula, che sono le regioni del cervello corrispondenti alla capacità umana di cogliere i sentimenti altrui di comprenderne le intenzioni, oltre che usare il linguaggio.

Per favorire il processo della conoscenza è importante che il contesto sia gioioso e sereno, privo di giudizio e che le attività didattiche proposte siano creative, stimolanti, multidisciplinari, pratiche, capaci di mettere in connessione il mondo interiore con quello esterno. La Didattica che si ispira alla Pedagogia Olistica orienta il bambino a scoprire il potenziale creativo dentro di Sé. L’ambiente di apprendimento diviene quindi il vero mediatore istituzionale tra la dimensione contestuale e il mondo interno del bambino.

Il valore terapeutico della sabbia

Il gioco della sabbia trova applicazione anche in contesti terapeutici. Sand play therapy, (letteralmente giocare con la sabbia come terapia) ideato da Dora Kalff, un’allieva di Carl Gustav Jung è un gioco terapeutico nato negli anni ‘50, nell’ambito della psicoanalisi infantile, segue regole ben precise e presenta un setting strutturato fatto di oggetti miniaturizzati che possono essere collocati in una scatola blu con all’interno della sabbia. Il gioco associato all’osservazione analitica permetteva al soggetto di elaborare vissuti dolorosi e traumatici.

La Sand Play therapy, che inizialmente nasce come pratica psicoterapeutica infantile, presto rivela la sua straordinaria efficacia anche in campo ludico, la scatola azzurra di Paola Tonelli né un esempio, e si rivela efficacissimo mezzo che aiuta ad esprimere ciò che, per svariate ragioni, si ha difficoltà a verbalizzare.

Giovanna Alite

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