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“In un’epoca di cambiamenti drastici

quelli che apprendono erediteranno il futuro.

Coloro che hanno smesso di apprendere

si troveranno splendidamente equipaggiati

per confrontarsi con un mondo che non esiste più.”

(Eric Hoffer, scrittore e filosofo)

E’ sotto gli occhi di tutti che l’emergenza epidemiologica Covid-19 ha inevitabilmente e molto velocemente procurato cambiamenti drastici nel modo di vivere delle persone.

Molti gli aspetti negativi e rischiosi, ma anche positivi e forieri di cambiamenti, a livello economico, sociale, psicoaffettivo, relazionale che si stanno evidenziando, che in questa sede non è nostra intenzione analizzare e che solo con il tempo sarà possibile valutare nella loro reale portata ed entità.

L’aspetto su cui ci preme soffermarci è invece il crescente desiderio di formazione e apprendimento, in tutti gli ambiti professionali e del sapere, che molte persone vanno manifestando.

Vuoi per l’improvvisa disponibilità di tempo libero, vuoi per la semplicità di fruire comodamente da casa di percorsi formativi, vuoi per l’autoriflessione su se stessi e sui propri desideri e prospettive di vita futura che il periodo di reclusione forzata ci sta portando a fare……, sta di fatto che sono sempre di più le persone che desiderano approfondire aspetti e tematiche di loro interesse, professionale o anche solo personale.

Enti, scuole, associazioni che si occupano di formazione vanno adeguandosi a questa crescente richiesta, convertendo in modalità di fruizione on-line i propri percorsi formativi.

In questo panorama, noi di Baby & Job – Infanzia e Dintorni ci siamo posti una domanda: è sufficiente convertire i nostri tradizionali percorsi formativi da una modalità in presenza ad una on-line? O è necessario ripensare quegli stessi percorsi o strutturarne di nuovi, in funzione dei cambiamenti che il momento storico e sociale ci richiede?

A partire da questa domanda ci siamo guardati intorno, per cogliere alcuni degli aspetti che stanno emergendo in questa situazione difficile e profondamente trasformativa, sia in una prospettiva legata al presente, ma anche e soprattutto con un occhio rivolto al futuro: quando “andrà tutto bene” e torneremo a svolgere una vita simile (ma non uguale, perché avremo un vissuto importante che ci porteremo dietro!) a quella dell’era pre-Covid 19.

E così abbiamo empatizzato con gli enormi problemi che le famiglie con membri affetti da disabilità si trovano quotidianamente ad affrontare, ancora più grandi rispetto a quelli che in una situazione di normalità vivono, proprio nell’anno “di svolta” in cui il nostro sistema scolastico avrebbe dovuto iniziare ad applicare concretamente nelle scuole le nuove procedure per l’inclusione previste dai più recenti interventi legislativi.

Abbiamo riflettuto sulla sovraesposizione alle tecnologie multimediali che i nostri bambini – già essi stessi “nativi digitali” – stanno quotidianamente vivendo, immersi in una realtà virtuale che oggi è l’unica a consentire loro di mantenere rapporti e relazioni con gli altri, mediate da uno schermo, da un pc, da una web cam, da una piattaforma virtuale, ma pur sempre preziose e vitali: dove le tanto demonizzate nuove tecnologie si possono trasformare anche in mezzi di comunicazione e relazione potenti ed efficaci.

Abbiamo osservato la difficoltà che il sistema scolastico italiano sta attraversando per adeguarsi alla didattica a distanza, con tutte le ripercussioni negative dal punto di vista della relazione, ma anche come occasione preziosa per riflettere e rivedere i cardini della didattica non appena si potrà tornare a svolgerla in presenza.

E abbiamo anche pensato ai tanti e tanti bambini che non possono più fruire dei servizi 0-3 anni e di tutte le valenze educative fondamentali che veicolano, offrendo contestualmente un supporto preziosissimo alle famiglie per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; nonché a quanto sarà difficile per questi piccoli (e di conseguenza per i loro familiari) rientrare in una realtà extra-familiare dopo tanto tempo di chiusura forzata nelle quattro mura della loro casa, in rapporto costante ed esclusivo con i propri genitori.

E‘ da queste riflessioni che è nato il progetto PILLOLE EDUCATIONAL: un’occasione di incontro con 4 professionisti del settore educativo, per riflettere insieme in diretta su Facebook su questi quattro temi:

“Inclusione scolastica: tutte le novità”, per approfondire il tema dell’inclusione dei bambini con disabilità in  una prospettiva attuale e in linea con le indicazioni di OMS ed ONU;

“Media Education e servizi  per l’infanzia”, per conoscere meglio i rischi ma soprattutto le potenzialità dell’uso delle nuove tecnologie in ambito educativo;

“Didattica 2.0: la distanza come risorsa educativa”, per riflettere sulle potenzialità della didattica a distanza e sul ripensamento del sistema scolastico italiano;

“Metodo svedese: facilitare il rientro al nido”, per conoscere metodi e strumenti di ambientamento alternativi, utili a favorire il ritorno dei piccolissimi al nido dopo un periodo di forzata clausura.

Tutti argomenti in qualche modo già presenti nei nostri cataloghi formatici, ma che abbiamo voluto proporre, ri-proporre, trasformare alla luce di quanto oggi sta accadendo e ci sta profondamente cambiando.

Ecco spiegato allora il senso della citazione con cui abbiamo voluto aprire il nostro breve articolo: la formazione non è tale se non si evolve e non si adatta ai cambiamenti; e l’apprendimento è necessario e funzionale in epoche di cambiamento, perché solo chi approfitterà di questo “tempo (apparentemente) vuoto” per apprendere sarà pronto ad affrontare con tutti gli strumenti e l’equipaggiamento necessario il ritorno alla normalità.

Ogni mercoledì a partire dal 29 aprile, LIVE sulla pagina FB di Baby&Job. 

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