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09:00 - 18:00

Salita S.Nicola da Tolentino, 25

00187 Roma
 

“Oggi noi siamo allontanati dagli elementi naturali: siamo immersi in un mondo di parole, di oggetti, di macchine, ed allontanati dalle nostre emozioni. E’ importante il contatto con gli elementi per riprendere il contatto con le nostre emozioni. Non si può, e non si deve, eliminare lo sviluppo della tecnica ma il nostro rapporto con essa può essere “nutrito” con la vera natura”

Dora Kalff

 

 

La continuità tra ambienti esterni e ambienti interni sta diventando importante e diffusa all’interno dei servizi per la prima infanzia. Gli spazi del nido si sono arricchiti di materiali naturali o non strutturati che hanno permesso ai bambini una varietà di occasioni di scoperta e di sperimentazione. Questo ha portato nel tempo a realizzare progetti in cui il giardino è diventato sempre più protagonista delle attività proposte, un “contesto naturale di apprendimento”, in cui viene data la possibilità di esplorare liberamente e sperimentarsi in tutta sicurezza.

I bambini sono profondamente interessati e biologicamente programmati a esplorare ciò che ci circonda e, dalla nostra esperienza, abbiamo imparato quanto amino far interagire tra loro diversi elementi naturali. Mescolare la terra, l’acqua, i sassi e tutta una serie di altri elementi, conoscere quali sono i comportamenti dei materiali e a cosa servono, sono tutte azioni fondamentali nella prima infanzia, in quanto aiutano il bambino a dare libero sfogo all’immaginazione e alla fantasia, stimolando la creatività e lo sviluppo psico-affettivo.

Da questi presupposti nasce l’idea di creare uno ambiente dedicato al gioco simbolico nello spazio esterno del nido così da fornire al bambino la possibilità di interagire con tutti gli elementi presenti in natura.

Il gioco simbolico, che si sviluppa nell’arco di tutta la prima infanzia, è il comportamento ludico infantile caratterizzato dalla finzione. Il gioco del “far finta di” o quello del “giocare a” è visibile in qualsiasi momento della giornata, in tutti gli ambienti, e rappresenta il terreno di conquista del sapere del bambino.  Per giocare a “far finta” i bambini utilizzano oggetti, azioni, identità e situazioni come simboli, in modo da rappresentare qualcosa che non è presente ma che si può immaginare. Al nido il gioco simbolico per eccellenza è identificato con l’angolo della cucina ed è per questo che, attraverso l’utilizzo di materiale da recupero, è stata realizzata una Mud-kitchen o più comunemente definita “Cucina di Fango”.

 

                                 

 

Le cucine di fango non hanno bisogno di essere costruite con materiali costosi ma sono composte da materiali da recupero ed oggetti reali e conosciuti dai bambini, perché appartengono alla loro realtà, come pallet, cucchiai di legno, forno a microonde, padelle, lavandini, bicchieri di vetro, ciotole, frullatori etc.

La realizzazione di uno spazio dedicato al gioco simbolico e la presenza di elementi naturali, che caratterizzano lo spazio esterno, permette ai bambini di sperimentarsi con degli “ingredienti veri” e non invisibili e/o di plastica, che coinvolge in una varietà di azioni. Sassi, pietre, terra, erba e acqua sono usati dai bambini per creare il loro gioco di finzione, per mescolare, riempire, travasare, mischiare, raccogliere, raggruppare dando libero spazio alla creatività: quello che i bambini ottengono mescolando i vari ingredienti può diventare caffè, zucchero, gelato, una bevanda, una medicina, una pozione magica etc.

Il gioco con la cucina di fango permette al bambino di creare delle nuove relazioni tra pari, in un contesto dove il “fare finta” aiuta la relazione con l’altro e la creatività attraverso la possibilità di immergersi in un contesto libero per potersi esprimere, apprendere e arricchire il vocabolario linguistico.

 

Il ruolo dell’adulto all’interno della proposta educativa è vario e si modifica nel tempo: in un primo momento organizza e progetta la cucina di fango raccogliendo il materiale,  trovando il posto più consono per realizzarla; successivamente la rende  disponibile, costruendola al meglio, grazie al coinvolgimento dei bambini e sulla base delle loro richieste e suggerimenti, infine supporta il gioco che emerge dagli interessi dei bambini: osserva cosa sta realmente accadendo, comprende il significato che quel bambino attribuisce a ciò che sta accadendo e agisce sulla base di ciò che potrebbe sostenere maggiormente il fare del bambino. Ciò che interessa è promuovere un atteggiamento positivo nei confronti delle esperienze, in modo da attivare nei bambini curiosità e impegno, stati d’animo destinati a consolidarsi giorno dopo giorno e a costruire tasselli importanti di quella personalità ancora tutta da scoprire.

Sara Martiri

 

 

Bibliografia

– Raffaele Santilli “L’autonomia progettata” Edizione Cooperativa Officina

– Tania terlizzi “Didattica del nido d’infanzia” Edizione Junior

– Oliviero A. Oliviero Ferraris A. “A piedi nudi nel verde. Giocare per imparare a vivere” Edizione Giunti

– Durastanti, C. De Santis, G. Orefice, S. Paolini, M. Rizzuto “Agrinidi, agriasili e asili nel bosco. Nuovi percorsi educativi nella natura”. Edizione Terra Nuova

 

Sitografia

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